Censure

Trovo veramente immorale una spogliarellista semivestita.
La voglio nuda.
Si, d’accordo l’immaginazione, leggetevi Anaïs Nin e smettetela di darvi un tono con il vostro Jägermeister. Tra l’altro avete unto il bicchiere con le vostre fetide impronte digitali.
Adoro la dieresi. Prende a sberle i latini. Un gusto per il forestiero che non avrà mai fine: proprio l’altro giorno un russo si era perso e cercava informazioni, mi chiedeva se parlassi la sua lingua, l’unica risposta possibile era “njet”.
dio salvi la Regina e la sua lingua, non proprio la sua, quella del paese. Una lingua con la puzza sotto il naso, che permette in ogni caso ad un italiano di parlare con un soviet senza doversi congratulare per i rispettivi premier.
Ma preferirei continuare con la creatura dall’incompleta interfaccia sociale, la spogliarellista semivestita insomma.
Che senso ha coprire le forme? Durante Hellraiser mi coprivo gli occhi.
Il mio contatto col mondo più grezzo e diretto.
La soluzione: spogliarelliste nude, con gli occhi coperti, estasi dello spazio.
Possibilmente lasciate la mancia, italiani.
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