Archivio mensile:gennaio 2010

Censure

Trovo veramente immorale una spogliarellista semivestita.
La voglio nuda.
Si, d’accordo l’immaginazione, leggetevi Anaïs Nin e smettetela di darvi un tono con il vostro Jägermeister. Tra l’altro avete unto il bicchiere con le vostre fetide impronte digitali.
Adoro la dieresi. Prende a sberle i latini. Un gusto per il forestiero che non avrà mai fine: proprio l’altro giorno un russo si era perso e cercava informazioni, mi chiedeva se parlassi la sua lingua, l’unica risposta possibile era “njet”.
dio salvi la Regina e la sua lingua, non proprio la sua, quella del paese. Una lingua con la puzza sotto il naso, che permette in ogni caso ad un italiano di parlare con un soviet senza doversi congratulare per i rispettivi premier.
Ma preferirei continuare con la creatura dall’incompleta interfaccia sociale, la spogliarellista semivestita insomma.
Che senso ha coprire le forme? Durante Hellraiser mi coprivo gli occhi.
Il mio contatto col mondo più grezzo e diretto.
La soluzione: spogliarelliste nude, con gli occhi coperti, estasi dello spazio.
Possibilmente lasciate la mancia, italiani.
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Singapore Sling

Ero in un locale l’altra sera. Volevo un Singapore Sling.

Mi avvicino al barman e lui mi fa:”Mojito?”
In altre occasioni avrebbe avuto ragione, ma per una volta il barman aveva fallito.
Hanno la capacità di leggere le persone e mi vergogno di aver avuto, anche per un attimo, la faccia da Mojito.
Era rimasto sopreso anche lui dalla mia ordinazione e ad ogni modo non conoscevo gli ingredienti del Singapore.
“Ti preparo il miglior Singapore della città” diceva dall’alto di una sessione di almeno 5 lampade facciali. Avrebbe potuto metterci anche dentro ghiaccio e discount cola quindi propormelo, non sarei stato in grado di accorgermene. Non avevo motivo di fidarmi, soprattutto perchè dicendogli tutto ciò aveva assunto uno sguardo preoccupato, senza motivo, come se il suo sistema utilizzato da anni fosse stato smascherato.
Perchè dovevo fidarmi del barman? Mischia bevande seguendo un foglietto e magari mentre è sul cesso gli viene in mente di sostituire lo sciroppo alla fragola con quello alla ciliegia.
Dobbiamo fidarci del barman banalmente perchè lo è. Se abbiamo intenzione di cambiare il sistema, bene. L’intenzione non basta, non serve nemmeno comunicarlo. E mascherare un’immobilità come una scelta è come credere che la nazionale di calcio mangi nutella.
Se decidete di comunicare la vostra rivoluzione a qualcuno, perfavore, non dite stronzate, non usate mezzi termini, non lasciate cose incomplete, non utilizzate portavoce e infine basta, basta citazioni; eccetto dai B-movie anni 80, ve lo concedo.
Era veramente il miglior Singapore Sling della città.
Fuori faceva molto freddo e un corvo beccava sulla finestra del locale..

Minus habens

Vorrei essere più ignorante. Dico “più” ignorante così non ci sono problemi sulla mia conoscenza in assoluto. Cazzo è veramente un bene, ci si chiude nelle proprie stronzate, imparate a memoria a furia di proporle e riproporle e si vive beati.
Il motivo? Eh, non ci sono stimoli. Compratevi un vibratore allora. Nessuno ha il coraggio di cambiare niente e paradossalmente si lascia il comando agli idioti. Razza bastarda perchè pur non avendo capacità cognitive elevate hanno iniziativa che gli esce dal buco del culo.
Fate una partita a scacchi con un idiota, perderà in cinque scatti della lancetta top-model (se non siete anche voi un idiota, allora diventerà una sfida all’ultimo sangue) ma cazzo avrà finito!
Non tentate di diventare idioti, è impossibile, piuttosto imparate a convivere con loro ma non siate troppo indulgenti o potreste sembrare sovieticamente nichilisti.

“O individuo specula e vagabonda più che puoi, lascia agli indigeni il loro nettare e il loro pascolo abituale, prendi fiato, lascia la tua impronta, fa che guardino a te come al loro dio che giace sui nembi. La loro scempiaggine e il riverberò della sfera apollinea non gli permetterà di distinguere il feticcio. Solo la tua conoscenza ne gioverà.”

Parlando di sovietici, dove cazzo è quella vodka al melone?

Fotti(ci)

E’ inutile. Ci provano tutti, anche il mio nuovo barbiere di cui mi fidavo tanto.
E’ difficile diventare “il mio nuovo barbiere”, deve essere preparato, avere un bel salone, le ragazze che ti accolgono, buona musica. Il pavimento incrostato di merda di quel bugigattolo mi ha fatto capire che non avrei speso più di 5 monete grosse, ed è stato subito amore. Dicevo, anche lui ci ha provato, a fottermi, ero distratto dalla sua musica mediorientale che mi faceva apprezzare i neomelodici, è un’iperbole state calmi, ha fatto cadere la lametta per terra (già pensavo che mi sarebbe arrivata di lì a breve una notifica della peste bubbonica che mi chiedeva l’amicizia) e non voleva cambiarla.
Non ci sarebbero state obiezioni sul da farsi ma il fatto che siamo esseri votati all’omeostasi e alla pigrizia, fa instaurare in noi il dubbio. Il dubbio fra sopportare l’idea di cercare un’altro terrestre con la vocazione del tagliare capelli oppure sperare nell’insubordinazione delle lamette alla legge di gravità universale.
Il fatto di essere fottuti ci spaventa, ma sapere in che modo veniamo fottuti è o no un attenuante? Andare alla cieca potrebbe essere ancora peggio, alla cieca ci si fa male alle palle. Così si spiega banalmente uno dei motivi per cui torniamo sempre dalla nostra lei, anche se questo ragionamento vale soprattutto per le femminucce e il loro onnipresente uomo stronzo.
Non c’è un modo di affrontare la questione ma non fatevi bloccare dalla nostra natura babbea. Cambiate sempre e a volte mai, e non è l’ennesima parossistica stronzata alla Federico Moccia che nonostante tutto ha avuto nobili maestri come Parmenide e Gorgia, intendo solo che dipende dalla situazione.
Non pensavo che il barbiere mi avrebbe portato a questa riflessione.
Devo cambiare barbiere.

Sciarada incompleta (e meglio così)

La prima persona con cui ho parlato stamattina era un anglosassone. Bello tornare a Milano. Quest’aria internazionale si sente subito, indistinguibile fra il piscio dei barboni e quel fetore che arriva dal naviglio, toccasana per il mio naso, funziona meglio del Vicks.
Povero lui, il Mr. Brown di turno intendo, è stato derubato. Pensare che avevo pure bloccato la stronzetta della zingara (god save the thief) ma lui non capiva. Troppo tardi. Credo che oggi pomeriggio per la prima volta l’uomo d’oltre Manica abbia bevuto una Coca o al massimo un Beltè alla pesca, il suo umorismo inglese glielo avrebbe autoimposto. Impeccabile come sempre. Un vero uomo, non si è incazzato più di tanto, non ha fatto rumore, non ha pestato nessuno. Ha respirato (in questi casi solo merda) e ha sopportato, senza rompere i coglioni a nessuno. In realtà è stata derubata sua moglie, capo chino e lacrime sulle valigie, ma il white collar si è preso tutta la responsabilità.
Morale?
Niente morale stasera, voglio solo spaccare il muro a pugni.

Paraocchi allentati

Quindi ora mancano 2 anni 11 mesi e 21 giorni alla fine del mondo.
E’ così, vero? Lo sanno anche i mocciosi e sanno anche che è tutta una grossa puttanata, la più mediatica di sempre. Tutti in massa a vedere il filmone, eh? La pirateria va bene, poi regalate i bigliettoni all’industria cinematografica.
Ogni tanto anche loro ci fanno qualche regalo, -fuoriluogo- per citare una discussione di oggi, come dichiarare “Natale a Beverly Hills” film d’essai da parte della Commissione Cinema. Nessuna colpa a Marroni Parenti (o Neri Parenti?) infondo lui sborsa solo i soldi per corrompere qualche rimbambito che alza dei cartellini numerati da 1 a 10.
Piacevole capodanno, cane rognoso che mi ringhiava contro. Adorabile, esprimeva il suo pensiero.
Anno nuovo, coglioni che continuate la frase.
Potete cambiare tutto l’8 marzo (loro, la nostra anima), il 10 agosto o qualsiasi altra data e sarà come il vostro 1 gennaio. Non cercate scuse. Non cercate spinte, ne compagni nelle scelte, una scelta condivisa ha qualcosa che non va, poco originale e troppo poco rischiosa, perde quasi il significato della scelta stessa. Scegliete, fottetevene del resto, gli altri saranno spilli e voi sarete quell’affare dove si ripongono, fatti apposta per essere punti, ne godrete.
Non c’è da pensare a buoni o cattivi, mi risparmio dal dirvi che la terra non è piatta, si è “cattivi con” e “buoni con”, siamo tutti uguali, tutti la stessa morale media.
E allora?
Quello Del Piano Di Sopra dovrebbe perdonarci tutti?
Spero che abbiate un bicchiere di Martini Rosato davanti agli occhi o la risposta potrebbe non garbarvi.
Buon arbitrario inizio del primo mese del nostro calendario!
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